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Storia dell' Asinara

Nel 1855 l´Asinara era abitata da 500 tra pastori sardi e pescatori liguri, che per una legge del Re Umberto I furono costretti ad abbandonare l´isola e a trasferirsi sulla terra ferma, per la realizzazione di una colonia penale agricola ed una stazione sanitaria marittima di quarantena
Le famiglie evacuate dall'Asinara si spostarono nei territori a loro assegnati in cambio di quelli espropriati. I pastori si stabilirono nella Nurra, a Porto Torres, Sassari. Gli abitanti di Cala d'Oliva, quarantacinque famiglie di pescatori, chiesero di avere in cambio delle loro aree espropriate la zona ove oggi sorge il paese di Stintino, che venne edificato proprio da loro come conseguenza all'esodo.

Durante la I guerra mondiale nella stazione sanitaria transitarono circa 25 000 prigionieri di guerra austro-ungarici, costretti a rimanere sull'isola in osservazione sanitaria. Molti perirono di malattie e stenti (circa 6 000) e ora i loro resti riposano in un ossario costruito nel 1936 come alternativa alle fosse comuni nelle quali erano stati sepolti
Ma senza dubbio la celebrità dell´isola è dovuta alla trasformazione della colonia penale in carcere di massima sicurezza tra gli anni settanta e novanta per la custodia dei più pericolosi brigatisti e mafiosi sottoposti al 41 bis.
Coi suoi 52 chilometri quadrati di estensione, è anche quasi totalmente priva di insediamenti, una delle zone più incontaminate del nostro Paese, grazie anche al numero chiuso imposto a chi entrava fino a che era sede del carcere e Parco Nazionale dal 1998. Basterebbe questo per capirne la bellezza cruda, deserta, aspra, selvatica, misteriosa, la sua ricchezza faunistica e ambientale.

E´ un'area tra le più belle del nostro Paese, molto importante per la riproduzione della fauna selvatica: si calcola che nell'isola si riproducano circa 80 specie di vertebrati terrestri tra le quali molte rivestono straordinaria rilevanza scientifica per la loro rarità. E tra gli anfibi si segnalano il discoglosso sardo, il rospo smeraldino e la raganella. Tra i rettili sono segnalate 11 specie, tra cui la testuggine comune e la biscia viperina. Tra gli uccelli marini, spiccano per importanza il Gabbiano corso, il Marangone dal ciuffo, la Berta maggiore e minore, la Pernice sarda; l'isola è inoltre l'unica stazione sarda in cui è presente la Gazza. Tra i mammiferi si ricorda la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale (in numero straordinario), il cavallo ed il caratteristico asinello albino, il vero simbolo dell'isola.

Anche la flora dell'Asinara è ricchissima, costituita da 678 specie, di cui 616 spontanee e 45 introdotte, una vastità straordinaria. In generale essa ha caratteristiche mediterranee rappresentate per oltre il 50% da terofite. Le specie endemiche sono 29 e rappresentano quindi circa il 5% della flora generale. Tra queste, alcune sono esclusive della Sardegna settentrionale come Centaurea horrida, Limonium acutifolium, Limonium laetum, ed altre della regione sardo-corsa come Astragalus terracianoi e Erodium corsicum.La vegetazione presenta i caratteri tipici della macchia mediterranea. Da 1995 è in atto un importante intervento di riforestazione da parte dell'Azienda Foreste Demaniali della Sardegna nell'area di Elgihe Mannu.

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